Lorenzo Crico

Scrittore agrario e filantropo, nonché corrispondente dei principali intellettuali dell’area veneta, fra cui Moschini, Cicogna e Gamba.

Lorenzo Crico è nato a Noventa di Piave nel 1764, fu ordinato sacerdote nel seminario di Treviso e vi rimase come insegnante per alcuni anni.
Nel 1792 si ritirò a Noventa e pubblicò la traduzione delle Egloghe di Virgilio.
Nel 1794 le sue sei Egloghe rusticane gli valsero l’alto onore di divenire membro dell’Accademia Agraria Trevigiana.
Parroco di Fossalunga dal 1797 si fece notare per più pubblicazioni fra cui la celebre Lettere sulle belle arti trevigiane.
Membro dell’Ateneo di Treviso dal 1825, si spense a Venezia nel 1835.

Oltre all’egloga rusticale sulle nozze di Costanza Pola ed il nobile Alessandro Fontana, il Crico cita ancora i nobili Pola nelle sue Lettere sulle belle arti trevigiane, descrivendone la grandiosa villa edificata dall’architetto Giorgio Massari:

Questo valent’uomo (l’architetto Giorgio Massari ndr) fece di molte opere in questa provincia, e distinguesi sovra ogni altra quella del magnifico palagio eretto pei conti Pola in Barcon, compiuto l’ anno 1720.
Quivi l’architetto accoppiar seppe alla grandiosità del vasto edificio novità d’invenzione: palagio d’un solo coperto, di forma quadrata; larga ogni faccia esteriore piedi 120, e ciascuna con bell’ordine architettonico sovra un basamento: avente quattro piani per le stanze. e due sale a croce greca; ciascuna saliente altezza delle stanze di due piani; ond’è che la sala superiore nel mezzo, alzandosi oltre i due piani, sotto il comignolo del coperto, con una cupola interna sublime, la qual nasce spontanea sovra l’incrocicchiamento, come dire, di due sale amplissime, avvenne che rassembra non più una sala a crociera, ma sibbene magnifico tempio.
Per cotesta sala a crociera, tanto nel pian terreno che nel superiore, ne valgono quattro separati quartieri, aventi oltre la scala principale piccole scale interne a chiocciola, onde aver libera e separata comunicazione per ciascun quartiere.

Nel suo Viaggetto pittorico da Venezia a Possagno, dove elenca le opere d’arte presenti nel territorio trevigiano del 1822, così scrive della Villa Pola:

Se V. E. (Giovanni Ladislao Pyrker, patriarca di Venezia – ndr) raccoglierà alquanto a sè l’occhio, il quale avidamente spazia da lungi, vedrà il palagio Pola lungi due miglia che siede alteramente nelle praterie di Barcon, palagio, ch’ è forse il capo lavoro dell’ architetto Giorgio Massari, e d’un quadrato regolare sorprendente, cioè di piedi 120 di larghezza per ogni facciata e sotto un solo coperto. Tutto vi spira grandezza per entro, e la sala superiore, ch’ è una croce greca coperta in ciascun ramo da una gran volta e da bella cupola in mezzo, vuol dirsi pittosto un tempio bellissimo di quello che una sala.

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