Papa Paolo II

Papa Paolo IIveneziano, Pietro Barbo,
30.VIII, 16.1464-26.VII.1471
Favorito nela carriera ecclesiastica dallo zio Eugenio IV, fu da lui nominato arcidiacono di Bologna, protonotario apostolico e cardinale (1440). Appena eletto al soglio pontificio (30 agosto 1464), prima s’impegnò a garantire il potere della collegialità dei cardinali e poi riaffermò la pienezza del primato del vescovo di Roma, concedendo in cambio ai suoi elettori delusi onori e privilegi.

Proseguendo la politica estera dei suoi predecessori, riprese la guerra contro i turchi, che avanzavano nei Balcani guidati da Maometto II (1430-1481), e fu prodigo di aiuti ai membri della famiglia Paleologo, a Mattia Corvino, Scanderbeg e Caterina di Bosnia.

Rigido nei princìpi, scomunicò nel 1466 il re di Boemia Giorgio di Podèbrady, sostenitore degli Ussiti. Represse il movimento dei “fraticelli” e ripristinò nelle basilica lateranense i canonici regolari di Sant’Agostino.

Nella lotta per il potere tra aragonesi e angioini si schierò con i primi, aiutandoli anche militarmente. Ma Ferdinando d’Aragona gli chiese la diminuzione dei tributi da pagare alla Santa Sede e la restituzione di alcune città già appartenenti al regno di Napoli.

Paolo II si rifiutò e Ferdinando gli si rivoltò contro, costringendolo ad allearsi nel 1470 con la Repubblica di Venezia, e a rafforzarsi, impadronendosi di molte terre appartenenti agli Orsini e ai Colonna nel Lazio, ai Baglioni in Umbria, agli Sforza, ai Malatesta e ai Manfredi in Romagna.

Promosse le bonifiche nelle zone paludose e malariche del Lazio. Stabilì che i giubilei venissero celebrati ogni 25 anni. Favorì iniziative per abbellire Roma facendo erigere palazzo Venezia, dove raccolse preziose collezioni di antichità.

Protesse letterati e artisti e introdusse la stampa a Roma. Ma entrò in contrasto con il Platina e Pomponio Leto, fino a sopprimere l’Accademia Romana che faceva capo al secondo, accusata di cospirare contro l’autorità papale e la religione della Chiesa. Morì improvvisamente il 26 luglio del 1471, mentre lo scultore Mino da Fiesole stava lavorando al suo monumento sepolcrale, del quale restano oggi solo alcuni frammenti.

Fonte: Dizionario dei Papi e del Papato, Alcide Santini, 2000, ElleU Multimedia

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