Non bruciare rifiuti

Nel periodo estivo, dopo una lunga giornata afosa, ognuno di noi cerca il meritato refrigerio nella fresca brezza serale attorno ad una tavola imbandita nel proprio terrazzo/giardino. Ma anche nelle più fredde serate invernali c’è l’occasione di uscire per una passeggiata ed una boccata d’aria.

Purtroppo però, sempre più frequentemente, l’aria che ci troviamo a respirare fuori di casa nostra porta con sé un nauseabondo odore di rifiuti bruciati (plastica?).
Ora anche i meno informati di noi sanno che oltre all’odore acre, la combustione dei rifiuti immette diossine nell’atmosfera, ovvero veleni della peggior specie. Le fuliggini contenenti queste sostanze altamente tossiche finiscono col ricadere a terra andando a ricoprire orti e giardini ed inevitabilmente finiscono nel cibo che noi ingeriamo.

È ormai tempo di porre fine alla pessima abitudine di cittadini privati o di titolari di piccole attività che pensano di risolvere col fuoco lo smaltimento dei propri rifiuti (domestici e non).

Ora il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti premia chi ricicla e offre l’opportunità ad ognuno di noi di reimmettere nel mercato materie riutilizzabili abbattendo il continuo ricorso alle non eterne risorse naturali e limitando l’utilizzo di discariche. Proprio noi che abitiamo in un paese a ridosso di discariche e che conosciamo rischi e pericoli dello stoccaggio in cava dei rifiuti dovremmo essere sensibilizzati su questo argomento e cercare di rispettare e far rispettare le norme che regolano lo smaltimento della spazzatura.

È auspicabile che tutti prendano coscienza della necessità di utilizzare i canali predisposti per disfarsi di ciò che non ci serve più resistendo alla tentazione del fare da sé. Non sappiamo se quello che ci porta la brezza estiva è un misfatto commesso da un paesano o se, visto la volatilità dell’aria, lo scellerato è da cercare tra gli abitanti dei paesi limitrofi.
Probabilmente basterebbe una semplice verifica e si potrebbe arrivare a cogliere sul fatto l’autore di questo crimine (perché di crimine si tratta, nei confronti della natura e della società) e fargli capire che visto che abitiamo assieme su questa terra è bene che ci sia rispetto reciproco e non è il caso di fare i “furbetti” con la salute degli altri.

Speriamo che queste righe raggiungano i colpevoli e li convincano a cambiare rotta o che qualcuno a conoscenza dei fatti si rivolga a chi di dovere segnalando la questione. Noi autori del sito siamo comunque a disposizione per raccogliere testimonianze e girare eventuali segnalazioni agli organi istituzionali preposti.

Contattaci al nostro indirizzo e-mail: info@barcon.it

La raccolta differenziata dei rifiuti

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