1. fadiga = fatica.
  2. falda = grembiule di artigiani e di operai.
  3. faļiva = favilla; piccolissimo fiocco di neve.
  4. faļòpa = panzana.
  5. falzìn = falcetto.
  6. faméja = famiglia.
  7. fanèļa = flanella.
  8. fanfarón = spaccone, fanfarone.
  9. fantoļìn = bambinello.
  10. far la manca = essere assente.
  11. farsòra = padella.
  12. fasiòl = fagiolo.
  13. fassa = faccia; fascia.
  14. fassata = facciata.
  15. fassoļetón = scialle.
  16. fati = faccende.
  17. fato = maturo.
  18. faturà = affaturato.
  19. fàvaro = fabbro.
  20. fémena = donna.
  21. fén = fieno.
  22. fenòcio = finocchio.
  23. feriada = inferriata.
  24. ferovecio = ferrovecchio.
  25. féta = fetta.
  26. fetèļa = fettina.
  27. fià = fiato; un fià = un poco.
  28. fiapo = avvizzito, fiacco.
  29. fiatìn (un -) = un pochino.
  30. fiastro = figliastro.
  31. fibia = fibbia.
  32. ficarse = cacciarsi.
  33. fifàr = frignare, piangere.
  34. fifìo = paura.
  35. fifòto = frignone, piagnucoloso.
  36. figà = fegato.
  37. figadini = fegatini.
  38. figo = fico.
  39. figuròto = cattivo soggetto.
  40. fiļigòto = sfilaccio.
  41. fiòco = fiocco.
  42. fiòl = figliolo.
  43. fióre (le -) = muffa del vino.
  44. fiòsso = figlioccio.
  45. fissasión = fissazione.
  46. fisso = denso, saldo.
  47. fita = trafittura.
  48. flemón = flemmone.
  49. foghèr = focolare.
  50. foghèra = braciere.
  51. fògo = fuoco.
  52. fòja = foglia.
  53. foļàr = pigiare.
  54. fólpo = polipo.
  55. fondacio = feccia di vino o caffé.
  1. fondèl = fondo (di calzoni o mutande).
  2. fóngo = fungo.
  3. fontanasso = polla.
  4. fòra = fuori.
  5. forcón = forca a tre denti; palo biforcuto per sostenere un acorda tesa.
  6. fórfe = forbici.
  7. formajèļa = caciotta.
  8. formàjo = formaggio.
  9. forménto = frumento.
  10. fortaja = frittata.
  11. fortuna = millepiedi.
  12. fracàe (spale -) = spalle rigide.
  13. fracàr = spingere, comprimere.
  14. fraco (un -) = carico di botte; sul – = in flagrante.
  15. fradel, fradeļo = fratello.
  16. fradeļeto = fratellino.
  17. fragnòcoļa = buffetto, colpo dato scoccando un dito.
  18. frajòto = sciupone, gaudente.
  19. franco = lira, moneta.
  20. franco = sincero; – nel magnar = di robusto appetito.
  21. franza = frangia.
  22. frapoļà = sgualcito.
  23. frassàr = ruzzolare.
  24. fraga = fregagione.
  25. fregàr = fregare, strofinare.
  26. frégoļa = briciole.
  27. frescușene = lattime, crosta lattea.
  28. frève = febbre.
  29. frìssiga = querulo, lamentoso.
  30. frito = fritto.
  31. frìtoļa = frittella.
  32. fritoļìn = friggipesce.
  33. frìzar = friggere.
  34. frontìn = frontino.
  35. fruàr = consumare.
  36. frugnàr = rovistare.
  37. frutariòl = fruttivendolo.
  38. fruto = frutto.
  39. fùbal = gioco del calcio.
  40. fufignàr = gualcire.
  41. fufignesso = gherminella, intrigo.
  42. fugassa = focaccia.
  43. fuļișene = fuliggine.
  44. fulminante = zolfanello.
  45. furbìr = spolverare.
  46. furlana = friulana.
  47. furegàr = frugare.
  48. fureghìn = faccendiere.
  49. furigón (de -) = di nascosto.
  50. furo = ghiotto, avido.
  51. futìo (un -) = una quantità.

È impossibile rendere con i segni dell’alfabeto italiano uno dei suoni più caratteristici e frequenti del dialetto trevigiano, il suono della l intervocalica di gondola, palo, bulo e simili. È un suono affine a quello di una e chiusa e breve che indichiamo convenzionalmente, con una l con un puntino sottoscritto: ļ (góndoļa, paļo, buļo).

Se una delle due vocali che precedono o seguono la l è una e, questo suono quasi si fonde con questa e sembra sparire. Ma capèlo non è capèo e tòle non è tòe.
Abbiamo quindi preferito indicarlo – capèlo e tòle -, lasciando al lettore il compito di farlo sentire nella giusta misura.

Il segno s indica la s sorda, o aspra, di soldá; il segno ș indica invece la s sonora, o dolce, di casa. Questo stesso suono, in omaggio ad una tradizione di scrittura, è indicato pure dal segno z, come in zóvene e zenòcio. Per lo stesso motivo si è conservata la x di xe.

I due accenti – l’acuto e il grave – indicano non soltanto, rispettivamente, il suono chiuso e il suono aperto della e e della o, ma anche l’accento tonico della parola, come negli esempi in questa stessa pagina. Dove questa coincidenza non era possibile, abbiamo preferito non metterli.