M

  1. maca (a -) = gratis.
  2. macà = ammaccato.
  3. macia = macchia.
  4. madòna = suocera, Madonna.
  5. magagnà = ammaccato.
  6. magașén = magazzino.
  7. magnada = mangiata.
  8. magnàr = mangiare.
  9. magnarìa = ruberia.
  10. magnón = mangione.
  11. maja = maglia.
  12. majón = maglione.
  13. mal = male.
  14. malguaļìvo = disuguale, non liscio.
  15. malte = intonaci.
  16. mama = mamma.
  17. man = mano.
  18. mana = manna.
  19. màndoļa = mandorla.
  20. mandoļàto = mandorlato.
  21. mànega = manica.
  22. mànego = manico.
  23. manegòto = mezza manica.
  24. manín = collana d’oro a più fili.
  25. manissa = manicotto.
  26. manisséte = mezzi guanti.
  27. manoàl = manovale.
  28. marangón = falegname.
  29. maràntega = befana, vecchia arcigna.
  30. marcà = mercato.
  31. mare = madre.
  32. marégna = matrigna.
  33. marenda = merenda; prima colazione.
  34. marendar = far merenda.
  35. marendata = merenda fra ragazzi.
  36. marendìn = merendino dei bambini.
  37. marìo = marito.
  38. maróni = marroni.
  39. marostegane = ciliege marosticane.
  40. marsèr = negoziante di tessuti.
  41. marso = marcio; marzo.
  42. marsón = ghiozzo.
  43. martèl, martèļo = martello.
  44. marteļìna = martellina.
  45. marti = martedì.
  46. martorèl = faina.
  47. mașanéta = granchio duro.
  48. màsaro = anitra maschio; germano reale.
  49. mas-cio = maschio; maiale.
  50. mașenàr = macinare.
  51. mașenìn = macinino.
  52. masòca = mazzuolo; grosso pennello.
  53. massa = troppo.
  54. masso = mazzo.
  55. mastèļa = secchio.
  56. mastrussà = ammaccato.
  57. mataràna = mattacchione.
  58. matinè = sopravveste da toeletta.
  59. matìo = pazzia; stramberia.
  60. mato = pazzo; falso (di preziosi).
  61. mèca = lento.
  62. mèjo = meglio.
  1. meļanșana = melanzana.
  2. meļonèra = coltivazione di cocomeri, meloni; testa (scherz.).
  3. menarósto = girarrosto.
  4. mendàr = rammendare.
  5. menestra = minestra.
  6. menestro = mestolo.
  7. mèrcore = mercoledì.
  8. merléto = merletto, pizzo.
  9. méscola = mattarello della polenta.
  10. messòra = falce da frumento.
  11. mèstego = mansueto.
  12. mestro = maestro.
  13. métar = mettere.
  14. mezà = ufficio.
  15. mezaluna = mezzaluna.
  16. mèzo = mezzo.
  17. Micèl = Michele.
  18. mignògnola = moina.
  19. minestràr = versare la minestra.
  20. missiamento = nausea.
  21. missiàr = mescolare.
  22. missièr = suocero.
  23. missiòto = miscuglio, guazzabuglio.
  24. mistrà = anice.
  25. mișurar = prendere le misure, misurare.
  26. mocàr = rubare.
  27. mocàrseļa = svignarsela.
  28. mócoļa = loquacità.
  29. mócoļo = mocciolo.
  30. mòjo = bagnato.
  31. mòļa = pietra per affilare.
  32. moļéca = granchio tenero.
  33. moļéta = arrotino; mollette da biancheria.
  34. moltón = montone; mal del – = orecchioni.
  35. mólzar = mungere.
  36. momò = agitazione di folla.
  37. monàda = schiocchezza.
  38. morbìn = voglia di scherzare e di ridere.
  39. morèr = gelso.
  40. moro (pan -) = pane integrale.
  41. morsegàr = mordere, addentare.
  42. morsegón = morso.
  43. moscariòla = trappola per mosche.
  44. moschéta = pizzetto.
  45. moschéto = moscaiuola.
  46. moscón = moscone.
  47. mòvar = muovere.
  48. muci (far -) = star zitto.
  49. mucio = mucchio.
  50. mudande = mutande.
  51. mufa = muffa.
  52. mujèr = moglie.
  53. mùnega = arnese di legno per scaldaletto.
  54. munèr = mugnaio; grumo di farina.
  55. murèl = rocchio di salsiccia.
  56. murigiòļa = topolino.
  57. mușeto = cotechino.
  58. mussato = zanzara.
  59. musso = asino; (fig.) testardo; tempo – = imbronciato.
  60. mustacio = baffo.
  61. mustassada = partaccia, affronto.

È impossibile rendere con i segni dell’alfabeto italiano uno dei suoni più caratteristici e frequenti del dialetto trevigiano, il suono della l intervocalica di gondola, palo, bulo e simili. È un suono affine a quello di una e chiusa e breve che indichiamo convenzionalmente, con una l con un puntino sottoscritto: ļ (góndoļa, paļo, buļo).

Se una delle due vocali che precedono o seguono la l è una e, questo suono quasi si fonde con questa e sembra sparire. Ma capèlo non è capèo e tòle non è tòe.
Abbiamo quindi preferito indicarlo – capèlo e tòle -, lasciando al lettore il compito di farlo sentire nella giusta misura.

Il segno s indica la s sorda, o aspra, di soldá; il segno ș indica invece la s sonora, o dolce, di casa. Questo stesso suono, in omaggio ad una tradizione di scrittura, è indicato pure dal segno z, come in zóvene e zenòcio. Per lo stesso motivo si è conservata la x di xe.

I due accenti – l’acuto e il grave – indicano non soltanto, rispettivamente, il suono chiuso e il suono aperto della e e della o, ma anche l’accento tonico della parola, come negli esempi in questa stessa pagina. Dove questa coincidenza non era possibile, abbiamo preferito non metterli.

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