1. ga = ha.
  2. gaļa = ornamento.
  3. gaļani = dolci di carnevale (crostoli).
  4. gaļeta = bozzolo.
  5. gaļantòmo = galantuomo.
  6. gaļìna = gallina.
  7. gaļòssa = galoscia.
  8. ganassa = guancia.
  9. garanghèļo = bisboccia.
  10. garùsoļo = mollusco.
  11. gatarìgoļe = solletico.
  12. gato = gatto.
  13. gatognao (a – ) = garponi, gattoni.
  14. gàtoļo = tombino, chiusino, chiavica.
  15. gatón = persona furba, scaltra.
  16. gazìa = acacia.
  17. gémo = gomitolo.
  18. ghéta = ghetta.
  19. giaca = giacca.
  20. giachéta = giacchetta.
  21. giarìn = ghiaino.
  22. giassèra = giacciaia.
  23. giasso = ghiaccio.
  24. ginìco = freddo pungente.
  25. gióssa = ghioccia.
  26. gióssoļa = mensola.
  27. giudissio = giudizio.
  28. giusta-ombreļe = aggiusta ombrelli.
  29. giustàr = aggiustare, accomodare, riparare.
  30. gnanca = nemmeno.
  31. gnente = niente.
  1. gnòca = pugno; bitorzolo.
  2. gnòco = gnocco; sempliciotto.
  3. = ho.
  4. gòbo = gobbo.
  5. goļoșésso = leccornia, ghiottoneria.
  6. góma = gomma.
  7. gombìna = aiuola, porca.
  8. gomità = vomitato.
  9. górna = grondaia.
  10. gòșo = gozzo; avérghene un – = non poterne più.
  11. gòto = bicchiere.
  12. graèļa = graticola.
  13. gramégna = gramigna.
  14. gramo = pentito.
  15. gramoļàr = masticare.
  16. grando = grande.
  17. grapa = erpice.
  18. graspa = grappa.
  19. graspéta = grappino.
  20. grassa = letame.
  21. gratacașa = grattugia.
  22. gratarse = grattarsi.
  23. gréna = crine animale.
  24. grìngola (in -) = allegro alticcio.
  25. grișo = grigio.
  26. grópo = nodo.
  27. grumo = mucchio.
  28. guantièra = vassoio.
  29. guardia = vigile urbano.

È impossibile rendere con i segni dell’alfabeto italiano uno dei suoni più caratteristici e frequenti del dialetto trevigiano, il suono della l intervocalica di gondola, palo, bulo e simili. È un suono affine a quello di una e chiusa e breve che indichiamo convenzionalmente, con una l con un puntino sottoscritto: ļ (góndoļa, paļo, buļo).

Se una delle due vocali che precedono o seguono la l è una e, questo suono quasi si fonde con questa e sembra sparire. Ma capèlo non è capèo e tòle non è tòe.
Abbiamo quindi preferito indicarlo – capèlo e tòle -, lasciando al lettore il compito di farlo sentire nella giusta misura.

Il segno s indica la s sorda, o aspra, di soldá; il segno ș indica invece la s sonora, o dolce, di casa. Questo stesso suono, in omaggio ad una tradizione di scrittura, è indicato pure dal segno z, come in zóvene e zenòcio. Per lo stesso motivo si è conservata la x di xe.

I due accenti – l’acuto e il grave – indicano non soltanto, rispettivamente, il suono chiuso e il suono aperto della e e della o, ma anche l’accento tonico della parola, come negli esempi in questa stessa pagina. Dove questa coincidenza non era possibile, abbiamo preferito non metterli.