1. ràcoļa, racoļéta = raganella.
  2. radegàr = brontolare, trovare a ridire.
  3. ràdego = critica.
  4. radìcio = radicchio.
  5. rafiòi = ravioli.
  6. ramada = ramata.
  7. rami = recipienti di rame.
  8. ramineļa = piccolo paiolo.
  9. ranseghèļa = raucedine.
  10. ratatùia = cianfrusaglia.
  11. ravanèļo = ravanello.
  12. ravissón = ravizzone.
  13. rașadór = rasoio.
  14. rașón = ragione.
  15. rebàlta = chiusura dei pantaloni.
  16. rebaltà = caduto.
  17. rabaltón (de) = cadere a rotoloni.
  18. rabaltóni (- de pansa) = borbottio intestinale.
  19. rebecà (naso) = naso ull’insù.
  20. récia = orecchio.
  21. recìn = orecchino.
  22. réde = rete.
  23. refàr = puzzare.
  24. regoļada (‘na) = spuntatina ai capelli.
  25. reļojèr = orologiaio.
  26. reļòjo = orologio.
  27. remenàda (‘na) = bastonatura.
  28. reméngo (a) = in malora.
  29. renga = aringa.
  30. repetàrse = rimettersi.
  31. repetìn = striminzito.
  32. repetón = caduta rovinosa.
  33. reșentàda (‘na) = risciacquata.
  34. reșentàr = risciacquare.
  35. reșìpoļa = erisipela.
  36. restàr = rimanere.
  37. restèl = rastrello.
  1. retré = stanzino, spogliatoio.
  2. revètene = cianfrusaglia.
  3. riçèta = ricetta.
  4. riçévar = ricevere.
  5. ridariòla = bisogno irrefrenabile di ridere.
  6. rincio = mingherlino.
  7. rispetàr = rispettare.
  8. rișòto = risotto.
  9. rissi = ricci (di capelli); piallature.
  10. risso = ricciuto.
  11. rivàl = strada in salita.
  12. róa = rovo.
  13. robàr = rubare.
  14. rochèl = rocchetto.
  15. ròda = ruota.
  16. rodèļa = rotella.
  17. rodeļéta = rotellina.
  18. ronchișàr = russare.
  19. ronfegàr = russare.
  20. roșegàr = rosicchiare.
  21. roșegòto = torsolo.
  22. roșolàr = rosolare.
  23. rostidóra = padella bucherellata per arrostire castagne.
  24. rostìr = arrostire.
  25. rósto = arrosto.
  26. róti (i -) = gli spiccioli (soldi).
  27. róvaro = rovere, quercia.
  28. rumatico = odore di muffa, tanfo mucido.
  29. rumegóni = brontoloni.
  30. rùmoļa = talpa.
  31. rùșa = bruco.
  32. rușàr = brontolare (del tempo).
  33. rùspego = ruvido.
  34. russàr = fregare, strofinare.
  35. russón (de) = a scrocco.
  36. rùșene = ruggine.
  37. rușiòl = orzaiolo.

È impossibile rendere con i segni dell’alfabeto italiano uno dei suoni più caratteristici e frequenti del dialetto trevigiano, il suono della l intervocalica di gondola, palo, bulo e simili. È un suono affine a quello di una e chiusa e breve che indichiamo convenzionalmente, con una l con un puntino sottoscritto: ļ (góndoļa, paļo, buļo).

Se una delle due vocali che precedono o seguono la l è una e, questo suono quasi si fonde con questa e sembra sparire. Ma capèlo non è capèo e tòle non è tòe.
Abbiamo quindi preferito indicarlo – capèlo e tòle -, lasciando al lettore il compito di farlo sentire nella giusta misura.

Il segno s indica la s sorda, o aspra, di soldá; il segno ș indica invece la s sonora, o dolce, di casa. Questo stesso suono, in omaggio ad una tradizione di scrittura, è indicato pure dal segno z, come in zóvene e zenòcio. Per lo stesso motivo si è conservata la x di xe.

I due accenti – l’acuto e il grave – indicano non soltanto, rispettivamente, il suono chiuso e il suono aperto della e e della o, ma anche l’accento tonico della parola, come negli esempi in questa stessa pagina. Dove questa coincidenza non era possibile, abbiamo preferito non metterli.