1. tabachiér = tabacchino.
  2. tabàro = cappotto.
  3. tacaìsso = appiccicoso.
  4. tacàr = attaccare.
  5. tachente = persona attaccaticcia.
  6. tacón = toppa.
  7. taconàr = rattoppare.
  8. tajadèļa = tagliatella.
  9. tajapièra = scalpellino.
  10. tajàr = tagliare.
  11. tajatabàri = maldicente.
  12. tajèr = tagliere.
  13. talpón = pioppo.
  14. tambascàr = parlare in modo incomprensibile.
  15. tamburlàn = estremità di camino in lamiera a forma di tamburo girevole con banderuola.
  16. tamìșo = setaccio.
  17. tapà (ben -) = rimpannucciato.
  18. tapéo = tappeto.
  19. tapessièr = tappezziere.
  20. tarìna = terrina, zuppiera.
  21. tarocàr = brontolare polemico.
  22. tarusso, terusso = spazzino.
  23. tàșar = tacere.
  24. tastàr = tastare; assaggiare.
  25. tastón (de -) = a tastoni.
  26. tata = bambinaia.
  27. tataràr = lavorare con poco impegno, lavoricchiare.
  28. tavarón = enfiagione da puntura di insetto.
  29. tavoļìn = tavolino.
  30. técia = pentola, tegame.
  31. téga = baccello; (fig.) scapellotto.
  32. tegna = tirchio, spilorcio.
  33. tegnér = tenere.
  34. tegnoșarìa = spilorceria.
  35. tegoļìne = fagiolini.
  36. teļèr = telaio.
  37. tenàja = tenaglia.
  38. tènaro = tenero.
  39. terassièr = terrazzaio.
  40. terasso = pavimento alla veneziana, a scaglie di marmo.
  41. tichignóșo = pignolo.
  42. tineļo = tinello.
  1. tiràche = bretelle.
  2. tiràr = tirare.
  3. tirèļa = filare di viti.
  4. tirón = strattone.
  5. tòco = pezzo.
  6. tóco = guasto.
  7. tociàr = intingere.
  8. tòcio = sugo, intingolo.
  9. tògo = abile, capace.
  10. tôļa = tavolo, asse.
  11. toļéta = tavoletta da polenta.
  12. tomèra = tamaia.
  13. tondo = rotondo.
  14. tòr = prendere.
  15. tòrseļa = andarsene; (fig.) morire.
  16. tórzio (a -) = a zonzo; non avere il cervello a posto.
  17. tóșa = ragazza.
  18. toșatiòl = ragazzetto.
  19. toșàto = ragazzo.
  20. toșéto = ragazzetta.
  21. tóssar = tossire.
  22. tòssego = velenoso, tossico.
  23. tovàja = tovaglia.
  24. tovajòl = tovagliolo.
  25. tracagnòto = piccolo di statura e tarchiato.
  26. trar (andar a -) = andare a caccia.
  27. tratamento = rinfreschi offerti a persone in vista.
  28. tratór = trattore.
  29. traversa = grembiule.
  30. traversón = grembiulino.
  31. trèdeșe = tredici.
  32. tremàsso = spavento; tremito.
  33. trèmo, tremón = spavento; sussulto.
  34. trentasìe = trentasei; ciapàr un – = prendere uno spavento.
  35. trincàr = bere avidamente.
  36. tripe = trippe.
  37. tristo = pallido.
  38. triveļìn = succhiello.
  39. tròtoļo = trottola.
  40. tròzo = viottolo.
  41. tupinèra = talpa.
  42. tuto = tutto.

È impossibile rendere con i segni dell’alfabeto italiano uno dei suoni più caratteristici e frequenti del dialetto trevigiano, il suono della l intervocalica di gondola, palo, bulo e simili. È un suono affine a quello di una e chiusa e breve che indichiamo convenzionalmente, con una l con un puntino sottoscritto: ļ (góndoļa, paļo, buļo).

Se una delle due vocali che precedono o seguono la l è una e, questo suono quasi si fonde con questa e sembra sparire. Ma capèlo non è capèo e tòle non è tòe.
Abbiamo quindi preferito indicarlo – capèlo e tòle -, lasciando al lettore il compito di farlo sentire nella giusta misura.

Il segno s indica la s sorda, o aspra, di soldá; il segno ș indica invece la s sonora, o dolce, di casa. Questo stesso suono, in omaggio ad una tradizione di scrittura, è indicato pure dal segno z, come in zóvene e zenòcio. Per lo stesso motivo si è conservata la x di xe.

I due accenti – l’acuto e il grave – indicano non soltanto, rispettivamente, il suono chiuso e il suono aperto della e e della o, ma anche l’accento tonico della parola, come negli esempi in questa stessa pagina. Dove questa coincidenza non era possibile, abbiamo preferito non metterli.