Barcon.

Questa terza cappella di Salvatronda ripete il nome da parco – giardino – alludendo all’amenità del sito, e lo si determinava « di campagna » : il titolo dell’Apparizione di S. Michele Arc. ricorda i guerrieri di Orlando, e qualcuno di essi avrà eretto quel parco e dato inizio al colmello; di cui al 1190 fu un’arsione.

Nei rotoli capitolari (a. 1181) la si diceva chiesa beneficata, della mensa del Vescovo, con L. 5 di prebenda (a. 1330), tenuta dallo stesso rettore di Fanzuolo. Non potevano però aver concordia i due popoli, essendo Fanzuolo del distretto di Castelfranco, e Barcon di Treviso (a. 1511) e pur i neonati bisognava portare per il battesimo in Salvatronda. La poca gente di Barcon non avrebbe certo prevalso su Fanzuolo ; ma casa Pola, padrona del parco, il cui palazzo ebbe architetto Giorgio Massari, fin dal 1496 dotò con 64 campi, troppi ! la chiesa di S. Michele di Barcon ; assen­tendo Pp. Giulio II, nel 1506 liberò dalle X i coloni (che quindi non pagavano i quartesi) e nel 1512 rifabbricò la stessa chiesa avendone il gius : era bene procurare che fosse curato il prete ; ma invece furono paghi che fosse priore ; onde del 1521 ecc. solo l’ O. S. per gl’ infermi vi si asservava, del resto vasi vinarî e legnami contro ogni onestà e decoro, cosicchè pareva la chiesa o cantina o fenile anche al 1545, e il priore che pure aveva facoltà d’udir le confessioni, si scusava che non aveva altro luogo dove ripor le sue robe ! Allora il Vesc. ordinò che la gente ratealmente pagasse per fab­bricargli cantina, tezza e stalla, ma in 50 anime erano 30 da comunione !

Questa chiesa campestre al 1564 era stata bruciata, intorno crescevano i rovi, e gli abitanti non solo in Fanzuolo riceve­vano i sacramenti ma vi avevano eziandio le sepol­ture. E perciò il Vescovo ordinò di stirpare i rovi e sancì l’ unione di Barcon con Fanzuolo : se non che il paroco si doleva di avere gli oneri, non i quartesi; e poichè al 1610-21 accadde che a taluno di Barcon egli negasse i sacramenti, la gente di questa regola (erano 100) fece un convegno per pagargli i quartesi, e intanto messer lo priore sotto l’ egida dei patroni oziava o solo diceva la messa festiva ; e come pretendere che la sua fosse chiesa parochiale? Il visitatore diede nel 1777 l’ordine di levar le bilance che dovevano essere sconcie, dal simulacro di S. Michele.

In occasione di guerre questa chiesa fu fatta ospitale : a Barcon era nel sec. scorso il setificio Milesi. Oggidì con­tinua quel beneficio e il priore, che colla sua messa, spiegando l’ omelia giova ai confinanti di parecchie ville, e asserva il Sacramento : tenuto poi conto che il prete ci vuole e il benefizio c’ è, a prevenir dannosi dissapori non si potrebbe dar a questo priore le attribuzioni di curato, con subordinazione al paroco di Fanzuolo ? ce n’è dell’ altre curazie che in origine erano chiese sorelle ! Il beneficio di Fanzuolo, tra fitti e quartesi, rendeva duc. 500 (a. 1790). Essendo stimata la regola di Fanzuolo nel 1335 f. 12, di Barcon ½ , erano an. mille : dopo guerre e contagi nel 1467 comunicavano 300 in 34 famiglie; 400 del 1567, quando vi si dovè legittimar più matrimoni secondo le norme tridentine : tutti erano 700 nel 1621, com­presi i 160 di Barcon : 900 da un secolo, oggi il doppio : nel comune e congregazione di S. M. di Pieve : Fanzuolo è stazione della ferrovia.

Tratto da Treviso e le sue pievi – Volume 2, Francesco Agnoletti. Forni editore, 1898